Un messaggio alle mie clienti

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Sempre più spesso mi accade di sentire clienti che raccontano di volersi prendere cura di sé e della propria pelle. È una bellissima cosa da sentire, soprattutto per me che ho fatto della cura della pelle la mia vita e il mio mestiere. In qualche occasione però, di recente, mi è capitato di sentire che, per prendersi “cura” della propria pelle, alcune donne si recano da persone non prettamente specializzate e si sottopongono a trattamenti invasivi, volti a dare un aspetto più giovane alla pelle. Ho quindi deciso di cercare di mettere su carta un pensiero che coltivo da tempo, con la speranza di condividere con quante più persone il mio approccio al mio lavoro e, chissà, stimolare una riflessione in chi mi circonda.

Vorrei sottolineare che una pelle che appare giovane non è necessariamente sana. Liberarsi delle rughe superficiali con metodi invasivi non significa rendere la pelle elastica, idratata, tonica, luminosa e piacevole al tatto, ma soprattutto non significa renderla sana. Una pelle in salute è, in primo luogo, una pelle rispettata, nutrita di sostanze benefiche e biocompatibili, uguali a quelle già presenti nel nostro organismo, la cui attività enzimatica non è appesantita. Ed è proprio in questo che si manifesta il mio approccio all’estetica, diverso da come la intendono in molti. Per me l’estetista non è la professionista da cui ci si reca per fare una lampada, la ceretta o la manicure. Certo, questi sono servizi che anche noi dobbiamo offrire – ma io mi sono formata con l’estetica eubiotica, e penso che questo sia il mio valore aggiunto come estetista. Per l’estetica eubiotica l’obiettivo dell’estetica è garantire alla pelle salute, benessere e la conservazione nel tempo della sua naturale bellezza. Analogamente,  l’estetista è stata definita da Enzo Odoardi, fondatore dell’estetica eubiotica Sice, sacerdotessa del tempio della bellezza. E questo è un ruolo che io prendo molto seriamente.

Mi rendo conto che per alcuni sia importante “celare” il più possibile gli effetti del tempo, a costo di ricorrere a metodi invasivi. E infatti, se visto nell’ottica della società odierna, l’approccio all’evoluzione del tempo dell’estetica eubiotica è quasi controverso: il cosmetico non è più “anti-età”, ma al contrario sposa armonicamente l’evoluzione naturale del corpo umano. L’estetica eubiotica ha aperto strade del tutto nuove nel campo del ringiovanimento della pelle e ha permesso la messa a punto di nuovi trattamenti in grado di stimolare il rinnovamento delle cellule e ringiovanire il tessuto, ma si propone di accompagnare la donna nel suo viaggio verso una nuova età piuttosto che di nascondere i segni del tempo, che consideriamo espressione affascinante del nostro vissuto.

Voglio concludere con un messaggio alle mie clienti, le persone di cui mi piace pensare che mi prendo cura ogni giorno con il mio lavoro: Cura la tua pelle, la bellezza non sta solo nell’apparenza.

Un abbraccio,
Dasha

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